WORKSHOP TEMATICI
Sono un’occasione di avvicinarsi all’Arte del Mimo, esplorare le possibilità creative, allenarsi ad avere altri occhi e abitare in modo diverso il proprio corpo.
I tre workshop tematici si svolgono presso lo Spazio Non C’è (corso Vercelli, 5) dalle 10.00 alle 12.00

GIOVEDI’ 9 APRILE, ore 10.00 – 12.00
Introduzione al Mimo Corporeo (Carlotta Basso)
Il metodo di Étienne Decroux non si limita a istruire il movimento, ma educa l’allievo a “essere” prima ancora di “fare”. Chi padroneggia questa grammatica corporea non si muove semplicemente, ma abita la scena con coscienza.
La persona avrà a disposizione un corpo saggio e, a portata di mano, l’immensità invisibile.
Il workshop propone:
• I principi base del mimo corporeo secondo la tecnica di Étienne Decroux
• Gioco fisico attraverso il repertorio di figure e marce
Leggi di più
<< Il modo in cui si dà vale più di ciò che si dà. Così anche il modo di camminare vale più della meta, il modo di coglierlo vale più del fiore…>>
La tecnica creata da Étienne Decroux è di principio autosufficiente; essa fornisce all’artista un corpo dilatato, che talvolta porterà il peso del mondo e in altre la sottilissima morbidezza di un lenzuolo.
È una pietra miliare per qualsiasi viaggio artistico dal momento che, una volta fluente in questa lingua, la persona avrà a disposizione un corpo saggio (il suo compasso scenografico) e, a portata di mano, l’immensità invisibile.
Decroux ha reso la mimica moderna un’arte che può fluttuare come la danza classica e scuotere come un colpo marziale.
L’obiettivo è di arrivare ad una coscienza corporea capace di vivere in un piccolo gesto, un particolare tipo di camminata, nella postura di un signore che ci passa accanto, ma anche nel modo di muoversi di un gatto o nella leggerezza di una foglia che cade.
Il workshop propone lo studio dell’arte del mimo corporeo secondo la tecnica Étienne Decroux:
– Principi base della tecnica Étienne Decroux tra cui movimenti sul piano laterale, in profondità e in rotazione; studio sui tre elementi detti espressivi (testa, busto e tronco); studio sulle braccia e i suoi tre livelli; dita e mani (le posizioni e il loro simbolismo).
– Repertorio: marce e figure dinamiche (per mettere in gioco le conoscenze acquisite durante il workshop).
VENERDI 10 APRILE, ore 10.00 – 12.00
I tre motori creativi (Renato Ligas)
Lascia che sia la fantasia a guidare la creazione artistica.
Partendo dalla tua visione unica, lascia che la tecnica emerga naturalmente.
Scopri come liberare la creatività dai cliché e sviluppare un linguaggio espressivo autentico.
Leggi di più
Questo laboratorio di 2 ore ribalta la prospettiva: non si tratta di affinare tecniche da ripetere, ma di scoprire tre motori creativi sempre accessibili per generare performance vive e personali.
Attraverso esercizi pratici e composizione guidata, esploreremo:
1. Visualizzare quello che non c’è – dare corpo e credibilità all’invisibile.
2. Il Gioco del Mimo – usare regole e improvvisazione come risorsa senza limiti.
3. Suoni, ritmi e porte spazio-tempo – scoprire come il ritmo apre mondi narrativi.
Il percorso culmina nella creazione collettiva di brevi scene mute, dove i tre motori si integrano. Ideale per performer, allievɜ di teatro fisico e curiosɜ che vogliono trasformare il mimo da tecnica a linguaggio creativo rinnovabile.

SABATO 11 APRILE, ore 10.00 – 12.00
Introduzione al Teatro Manuale (Jacopo Tealdi)
Due ore per stare con le mani in mano insieme al mimo più “manuale” di sempre!
Esercizi, coordinazione, mudra, lingua dei segni, visual comedy…
Tutto fatto letteralmente a mano!
Leggi di più
Il workshop esplora l’uso delle mani come strumenti di narrazione autonoma. Seguendo l’approccio di Jacopo Tealdi, il lavoro si concentra sulla precisione delle dita e sull’articolazione del polso per dare vita a ogni gesto.
Attraverso le configurazioni della Lingua dei Segni e l’uso dei Mudra, costruiamo un alfabeto visivo capace di dare forma a simboli e concetti chiari. L’obiettivo è imparare a gestire la resistenza dell’aria, trattando il vuoto come materia da scolpire.
Si tratta di un esercizio fisico e mentale in cui la tensione e il movimento rendono tangibile l’invisibile. La mano nuda acquista così la capacità di evocare personaggi e scenari complessi, basandosi sulla forza del gesto e dell’immaginazione.